Al servizio del tuo benessere

Osteoporosi: quando le ossa diventano fragili

La chiamano la “ladra silenziosa” perchè “ruba” la ricchezza ossea senza farsi scoprire.
In Italia soffrono di osteoporosi 5 milioni di persone e si calcola che ogni 30 secondi
in Europa qualcuno ha una frattura causata da osteoporosi.


L’osteoporosi è una malattia sempre più diffusa, caratterizzata da un’eccessiva fragilità delle ossa, maggiormente esposte al rischio di fratture, in particolare quelle della colonna vertebrale, collo del femore e polso.


Diversemente da quanto si può pensare, l’osso non è una struttura statica, ma è materia viva che si rimodella nell’arco della vita attraverso un processo bilanciato di formazione e riassorbimento. Con l’osteoporosi questo equilibrio si altera e il tessuto osseo tende ad impoverirsi, perdendo in densità e qualità ossea, con una minore resistenza ai traumi.


I PIÙ COLPITI

L’osteoporosi, che non presenta sintomi particolari per molto tempo, interessa prevalentemente le donne dopo la menopausa ed è associata al calo di estrogeni, che accompagna questa fase della vita: si stima che una donna su tre in post menopausa soffra di osteoporosi conclamata, ma la prevalenza aumenta, se si considerano anche le donne interessate da osteopenia, cioeè l’indebolimento osseo che fa da preludio all’osteoporosi.

Esiste anche l’osteoporosi senile, che colpisce gli anziani di entrambi i sessi, complice la riduzione di specifici ormoni, e quella secondaria legata ad alcune malattie croniche e endocrino-metaboliche ed all’uso continuativo di farmaci fra cui il cortisone.


IL MASTER UNIVERSITARIO

Nonostante i costi sociali della malattia e la sua diffusione, nel sistema universitario non esiste ancora una specializzazione per formare figure mediche con specifiche competenze nella gestione di questa patologia: per porre rimedio a questa carenza, l’Università di Brescia ha avviato un master universitario di secondo livello in “Osteoporosi e malattie del metabolismo osseo”, uno dei pochissimi master in Italia su questo tema (l’altro è stato attivato all’Università di Firenze).


I FARMACI

Fra i temi su cui si concentra il master c’è l’offerta terapeutica per l’osteoporosi, «che si è molto ampliata rispetto a dieci anni fa e consente oggi di ridurre il rischio di fratture e, quindi, di salvaguardare la qualità della vita», osserva il prof. Andrea Giustina. Esistono attualmente farmaci che agiscono su più fronti, da quelli che bloccano il riassorbimento dell’osso a quelli che, invece, stimolano la formazione ossea, fino a quelli denominati Serm (Selective estrogen receptor modulators), che hanno un effetto positivo sul tessuto osseo, ma, a differenza della tradizionale terapia ormonale sostitutiva in menopausa, non danno effetti collaterali su altri distretti come la mammella.

«Questo campo è in continua evoluzione con farmaci sempre più selettivi per l’osso, fra cui un nuovo Serm messo a punto di recente - sottolinea il prof. Andrea Giustina - ricordando che il tipo di terapia viene correlato alla severità dell’osteoporosi: i Serm sono indicati per l’osteopenia o osteoporosi ad esordio precoce, con una funzione quasi preventiva, mentre per osteoporosi conclamata si possono impiegare i farmaci anti-riassorbitivi dell’osso e, per le fasi avanzate, quelli che stimolano l’incremento di massa ossea.


L’IMPORTANZA DELLA DIAGNOSI PRECOCE

Ma il versante, su cui lavorare, è un altro, quello della divulgazione, dal momento che «C’è ancora poca consapevolezza, che l’osteoporosi sia una malattia a tutti gli effetti. - spiega il professore - Da molti è considerata qualcosa di inevitabile e quasi fisiologico nella vita di una donna, trascurando che non tutte le donne hanno lo stesso grado di perdita ossea: se per alcune gli effetti possono essere modesti, per altre sono molto gravi e portano a pluri-fratture fin da giovani».

Diventa fondamentale, quindi, la diagnosi precoce effettuata con la Moc o densitometria ossea, un esame di riferimento per le donne in menopausa che presentano specifici fattori di rischio valutati dal medico, come una menopausa precoce, l’assunzione di terapie cortisoniche, l’assenza di un percorso di terapia sostitutiva ormonale, la familiarità, la magrezza, lo scarso apporto di calcio.


UN CAPITALE DA CUSTODIRE

Un aspetto da non dimenticare è che la salute delle ossa è un processo che si costruisce lungo tutta la vita:

«Nell’età di acquisizione del picco di massa ossea, fino ai 20 anni, no a diete strette o dimagrimenti repentini, che contrastano la formazione del nostro “capitale” osseo, e attenzione alle irregolarità del ciclo mestruale che possono incidere negativamente - dice l’esperto - Poi, per tutto l’arco della vita, mai trascurare una dieta equilibrata con un corretto apporto di calcio, la giusta attività fisica che contribuisce al benessere delle ossa».


(Copyright: Consorzio Farmacia Laboratorio - Farmacia online)